Articolo - Estremismo islamico e paranoia dittatoriale - LA VERA ITALIA

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Estremismo islamico e persecuzioni cristiane: " Stragi e Omicidi "
I Paesi dove i cristiani sono più perseguitati... solo nel nome di una fede?
Porte Aperte ha pubblicato la lista aggiornata dei 50 Paesi al mondo dove si perseguitano di più i cristiani. Analizzando il periodo che va dal 1 novembre 2013 al 31 ottobre 2014, l’associazione che monitora la persecuzione dei cristiani nel mondo ha rilevato che 4.344 cristiani sono stati uccisi per la loro fede, mentre almeno 1.062 chiese sono state attaccate per la stessa ragione. La Corea del Nord è per il 13esimo anno consecutivo il Paese dove la persecuzione è più forte. Lo seguono Somalia, Iraq, Siria e Afghanistan. Le principali cause della persecuzione, cresciuta soprattutto in Medio Oriente e Africa subsahariana, sono: estremismo islamico e paranoia dittatoriale.

La lista elenca 50 paesi secondo l’intensità della persecuzione che i cristiani affrontano per il fatto di confessare e praticare attivamente la loro fede. E’ compilata da analisti di Porte Aperte specialisti della persecuzione, ricercatori ed esperti sul campo operativo e indipendenti all’interno dei vari paesi. I livelli assegnati sono basati su vari aspetti della libertà religiosa, nella fattispecie identificano principalmente il grado di libertà dei cristiani nel vivere apertamente la loro fede in 5 sfere della loro vita quotidiana: nel privato, in famiglia, nella comunità in cui risiedono, nella chiesa che frequentano e nella vita pubblica del paese (nazione) in cui vivono, a cui si aggiunge una sesta area che serve a misurare l’eventuale grado di violenze che subiscono.

Vi proponiamo una sintesi dei cambiamenti avvenuti nella lista rispetto a quella dell’anno precedente, ricordandovi che il periodo coperto dal 1 Novembre 2013 al 31 Ottobre 2014.

Decisamente cresce la persecuzione dei cristiani nel mondo, persino in posti dove non era così marcata nel recente passato, come in alcune regioni dell’Asia, dell’America Latina e specialmente dell’Africa Subsahariana. Si conferma anche quest’anno l’estremismo islamico come fonte principale (non l’unica) di tale persecuzione, ma assume nuove e inattese forme, come i califfati dell’IS in Siria e Iraq e di Boko Haram in Nigeria. Entrano nella top 10 altri 3 stati africani, Sudan, Eritrea e Nigeria, segno che l’Africa è sempre uno scenario centrale della persecuzione anticristiana.
Appare chiaro che l’estremismo islamico abbia due centri di gravità globali: uno nel Medio Oriente arabo e l’altro nell’Africa subsahariana, e persino in stati a maggioranza cristiana i credenti stanno sperimentando un livello senza precedenti di esclusione, discriminazione e violenza. Ma l’estremismo islamico non è l’unica fonte di persecuzione: cresce infatti la paranoia dittatoriale (seconda fonte) ma anche la criminalità organizzata. 
A proposito di paranoia dittatoriale, la Corea del Nord è ancora al °1 posto per il 13° anno consecutivo. Le stime sui cristiani imprigionati negli orribili campi di prigionia nordcoreani non cambiano: tra i 50.000 e i 70.000. 

Impressiona l’imponente fenomeno dei rifugiati/profughi in fuga da paesi come Siria, Iraq, ma anche Nigeria e altri paesi africani. Tutto ciò sta inevitabilmente cambiando anche la geografia cristiana dei paesi. Le new entry di quest’anno sono Messico, Turchia e Azerbaigian.
Nel 2014, i paesi dove i cristiani hanno sperimentato maggiore violenza sono stati in questo ordine: Nigeria, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana, Sudan, Pakistan, Egitto, Myanmar, Messico e Kenya. Secondo le nostre stime, 4.344 cristiani sono stati uccisi per ragioni strettamente collegate alla loro fede, mentre almeno 1.062 chiese sono state attaccate per la stessa ragione.

Nota: dalla WWList 2014 (quindi basata su dati 2013), la metodologia della WWList è stata sottoposta al controllo e alla valutazione dell’organismo internazionale indipendente International Institute for Religious Freedom (http://www.iirf.eu/) per mostrare la massima trasparenza e utilità dell’immenso lavoro di raccolta e analisi dati fatto da Porte Aperte e sfociante nella WWList. L’IIRF ne ha attestato la professionalità e l’affidabilità dei contenuti.
Linkfonte:https://www.porteaperteitalia.org/persecuzione/_wwlist/
 
 
 
 
 
 
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