Articolo - I ristoranti di Expo assegnati senza gara - LA VERA ITALIA

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I ristoranti di Expo assegnati ad Eataly e Cir Food " senza gara "
Forse un caso che siano gli amici (finanziatori!) di Matteo Renzi?
Due padiglioni, ottomila metri quadrati, venti ristoranti, un giro di affari di almeno 25 milioni di euro. È il “Palazzo Italia” dell’Expo 2015, l’esposizione universale che partirà a Milano dal 1 maggio. Oscar Farinetti della catena Eataly se l’è aggiudicato senza gara, perché, secondo il commissario unico dell’Expo Giuseppe Sala, di nomina governativa, “È un affidamento diretto che noi possiamo fare, rispettando la legge, quando c’è un carattere di unicità nel fornitore”.
Eataly è unico in Italia, non ha eguali, non c’è bisogno di gare per dimostrarlo. E così la catena di Farinetti prenderà un quarto degli utili, i cento ristoratori italiani coinvolti nel progetto “saranno loro a cucinare e porteranno a casa il 70% dell’incasso loro”. Il resto a Eataly.

Secondo Sala sono state fatte indagini di mercato per appurare l’unicità di Eataly. Nel video che pubblichiamo, tratto dalla trasmissione La Gabbia, il commissario di Expo chiede al giornalista che lo incalza, Danilo Lupo, se conosce qualcun altro che possa gareggiare con Farinetti, il quale assicura “Nel mio caso la fortuna è stata di essere l’unico a decidere di prendere il cibo italiano di alta qualità e di portarlo nel mondo con una rete”. E nessuno lo mette in dubbio. Proprio per questo il giornalista insiste “E allora perché non andare in gara? Avrebbe vinto a mani basse”. Non ce n’era bisogno, secondo Farinetti e Sala. Anzi, secondo Farinetti, nelle gare si potrebbe “rubare” di più che negli affidamenti diretti. L’amicizia con Renzi? “Non lo sento da mesi, non l’ho più visto da quando è presidente del consiglio”.

Il caso Farinetti era finito sulle colonne del Fatto Quotidiano, la7 invece evidenzia anche un’altra assegnazione diretta senza gara: alla Cir Food, una cooperativa vicina a Renzi e a Poletti. In questo caso la concessione vale 7 milioni di pasti. Due avvisi andati deserti e l’assegnazione a Cir Food a trattativa privata. Eppure, imprenditori interessati non sarebbero stati contattati.
Uno è Piero Sassone, presidente Icif, che accusa: “La nostra azienda ha inviato una Pec in cui ha chiesto esplicitamente di essere invitata, alla quale non abbiamo avuto nessuna risposta”.

Sassone ha le prove, le esibisce al giornalista de La Gabbia. E ha presentato un esposto sulla gestione Expo delle concessioni per la ristorazione. Ne presenterà un altro sull’affidamento diretto a Cir Food. La questione quindi avrà risvolti giudiziari, c’è un’indagine in corso.
Piero Galli, direttore di Expo 2015, smentisce.
Sala preferisce l’ironia, quasi imitando l’amico (di Eataly e Cir Food) Renzi: “Sassone chi?”

Piero Sassone, l’imprenditore che lavora in Italia con circa 380 ristoranti convenzionati, collabora con 120 chef stellati, ha lavorato in quattro Expo in Giappone, Cina, Corea e Spagna.


 
 
 
 
 
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